L’applicazione e la pratica del Tai Chi Chuan

La Salute
Il Tai Chi Chuan (TCC) è un metodo di auto guarigione che può essere praticato da tutti. Il valore terapeutico di un’esercizio che regola e guida l’energia, come il Tao Yin, il Chi Kung e il TCC, è stato vissuto in Cina sin da tempi remoti. In occidente solo recentemente il TCC è stato riconosciuto come un mezzo efficace a ripristinare la salute sia fisica che mentale. La pratica costante del TCC porta al miglioramento di tutte le energie interne fino alla completa guarigione di tante malattie: pressione alta, ulcera, tisi, o cardiopatie sono gli esempi principali. Infatti, la prevenzione delle malattie è l’aspetto più rilevante dell’efficacia del TCC nel mantenere equilibrate le energie interne.

Secondo l’antica medicina taoista, ogni malattia è manifestazione di un disordine aberrante l’energia del corpo, una condizione nella quale i vari organi, compreso il sistema nervoso, hanno funzione scorretta o inadeguata, o troppo veloce, o troppo lenta, troppo debole o troppo forte. Quando invece l’energia vitale riesce a fluire correttamente nei meridiani del corpo, tutti gli organi sono allora in uno stato di equilibrio che è la salute. Se trova impedimenti, l’energia vitale si blocca o va in squilibrio, permettendo il manifestarsi della malattia. È la malattia che segnala come il flusso dell’energia ha bisogno di essere regolato.

Lo stato di calma e di distensione acquisito col TCC libera la vitalità già chiusa nelle disarmonie di un corpo in tensione ricostituendo e mantenendo una salute naturale.

Ma ci si ammala anche quando la mente e il corpo non sono in giusta armonia. Le attività della mente hanno diretta influenza in una serie di processi dinamici che avvengono all’interno del sistema dei meridiani e che, a loro volta, agiscono sulla forma fisica così come il pensiero e le emozioni quotidiane modificano il flusso dell’energia vitale all’interno del corpo. È necessario che durante la giornata tutte le emozioni fluiscano liberamente senza bloccarsi e che i pensieri scorrano senza impedimento alcuno per avere una buona salute e un’ottimo funzionamento dell’organismo.

Può succedere che un certo modo di pensare o una particolare emozione acquistino importanza eccessiva nella stimolazione di un organo, con deperimento, squilibrio o addirittura blocco nel sistema dei meridiani. Il flusso di energia che viene impedito congestiona alcuni organi, con sangue o con «chi», lasciandone altri con una quantità insufficiente. È questo l’inizio della malattia.
I movimenti del TCC che guidano le energie vitali attraverso tutti i meridiani del corpo fanno in modo che l’equilibrio e l’ordine possano essere ripristinati.

Il flusso di energia nel corpo viene influenzato anche dal fatto che durante un’attività fisica può succedere che il pensiero non sia presente in quell’attività, come se le forze delle energie mentali e fisiche non fossero unite nel compiere quell’azione particolare, ma che invece andassero in direzioni diverse. Già questa dicotomia porta un disordine energetico nel corpo e certamente non rappresenta il modo giusto che la natura ha inteso per far funzionare l’organismo umano.

È La pratica del TCC che allena la mente a seguire nel dettaglio ogni azione del corpo, cosicché piuttosto che disperdere l’energia vitale in movimenti distratti, la convoglia nell’organismo. È praticando il TCC che si realizza una serenità mentale che permette di dissolvere ogni struttura negativa del pensiero e sostituirla con aspetti positivi che ne rafforzano la vita.

Inoltre il TCC aiuta il corpo ad assorbire ed utilizzare l’energia del cibo che mangiamo, accelerandone la velocità di una sua rigenerazione nel corpo con un piacevole calore interiore. Come il calore solare evapora l’acqua dalla terra così dal cibo che mangiamo l’energia liquida viene trasformata in stato vaporoso e più facilmente trasportata e distribuita in tutto il corpo.

Il corpo umano è come un albero: se l’energia circola in tutte le sue parti, tutto l’albero sarà pieno di vita, ma se una parte dell’albero non ne riceve, quella parte è destinata a seccarsi.

Anche nel corpo umano l’energia vitale deve sempre essere rigenerata e poter liberamente circolare. Anche nella normale ginnastica ordinaria la circolazione viene stimolata ma, allo stesso tempo, l’energia viene bruciata e persa nella sudorazione. Quindi è vero che anche qui si genera una energia ma è altrettanto vero che qui anche si perde. Con la regolare pratica del TCC il corpo fiorisce in condizioni ottimali e senza sudorazione alcuna. I tessuti muscolari non saranno né flaccidi né rigidi, ma gonfi di energia come una pesca matura.

Nell’attività della vita quotidiana le energie vengono bruciate incessantemente e la vecchiaia ha una accelerazione precoce. Il TCC è un sistema per ripristinare l’energia e ringiovanire il corpo. Coloro che praticano le arti spirituali per rigenerarsi e ringiovanire, conoscono i punti nel corpo dove l’energia è coltivata. Nell’uomo uno di questi punti è nella ghiandola della prostata, mentre nella donna si trova nel timo. Altri punti focali per raccogliere l’energia sono, nell’uomo, nella fossetta dei glutei e, nella donna, nella cavità dei seni. I testicoli o le ovaie, il timo e la ghiandola pineale corrispondono alle tre «tan-tien»: inferiore, medio e superiore quali zone più importanti per la coltivazione dell’energia nella realizzazione del sé.

Gli sport e la ginnastica comuni pretendono una respirazione veloce e poco profonda per portare più ossigeno all’organismo. Ma, in ogni caso, questo tipo di ginnastica sforza il cuore e i polmoni. Nel TCC la respirazione è profonda e piena mentre il cuore è rilassato. Ciò permette che nel sangue entri più ossigeno e l’utilizzo della piena capacità dei polmoni. I movimenti ritmici del TCC producendo frizione fra gli organi creano un calore piacevole che li tonifica e li rafforza.

Alcune forme di ginnastica mobilitano solo gruppi particolari di muscoli mentre il TCC mette in azione tutti i muscoli del corpo. Il TCC fa bene e agisce su tutti i sistemi del corpo, particolarmente sul sistema nervoso centrale, su quello digestivo, sul sistema respiratorio, e su quello endocrino. Il sistema nervoso centrale si estende dalla base della spina dorsale fino al cervello ed è il sistema più importante del corpo. La funzione del sistema nervoso centrale è ricevere informazioni sia dall’esterno sia dall’interno del corpo e poi trasmettere le azioni e le reazioni del corpo al cervello. Con la pratica del TCC il sistema nervoso centrale viene gradualmente rafforzato, sviluppato e raffinato.

Attraverso l’allenamento del corpo e della mente verso uno stato rilassato e calmo, il cervello ed il sistema nervoso centrale possono ricevere e trasmettere le informazioni con maggiore precisione e completezza. Con il TCC la spina dorsale è sempre mantenuta retta e flessibile per permettere al sistema nervoso centrale di funzionare con efficacia. Quando la spina dorsale è dritta il sangue ed l’energia vitale possono essere trasmessi dalla parte bassa del corpo al cervello e viceversa.

I movimenti di espansione e contrazione danno vigore e tonificano lo stomaco e l’intestino favorendo così anche una buona digestione. Le espansioni e le contrazioni impiegano la piena capacità dei polmoni, rafforzando tutto il sistema respiratorio. Il respiro profondo e ritmico, che è un aspetto intrinseco del TCC, fa si che il diaframma massaggi gli organi interni e faciliti la circolazione di sangue fresco nelle viscere; la circolazione di sangue fresco stimola il giusto funzionamento del sistema endocrino ristabilendo così l’equilibrio chimico del corpo, quando l’equilibrio chimico del corpo si rettifica il metabolismo migliora.

Il TCC non è solo adatto a persone molto tranquille che cercano una forma di ginnastica dolce, ma è anche il miglior metodo disponibile per persone che sono invece molto attive e che vorrebbero regolare e armonizzare il loro stato. Possiamo notare una incapacità a rilassarsi e a riposare quando si è estremamente sovraffaticati o quando, dopo aver fatto uno sforzo fisico molto faticoso, si prova a fermarsi all’improvviso. In queste situazioni si possono provocare dei danni al nostro organismo quando ci imponiamo di riposare; questo è ugualmente vero allorquando si passa da uno stato di profonda meditazione o distensione ad uno stato di attività normale. In entrambe queste situazioni è molto difficile riuscire a regolarsi.

Il TCC integra tutti gli aspetti del proprio essere e porta l’individuo ad essere in armonia con le leggi naturali dell’universo. Con la pratica del TCC si può imparare a riconoscere e a correggere le abitudini che violano i principi dell’universo e causano cattiva salute e disarmonia. Se non si è consapevoli delle leggi naturali dell’universo è facile violarle e il risultato è sempre una perdita di equilibrio e di armonia, sia internamente che esternamente, se persistono questi squilibri, inevitabilmente essi distruggeranno sia la salute fisica che quella mentale.

Quando il sistema energetico di un individuo si trova in uno stato di disordine e di disequilibrio, le energie corrispondenti, rispecchiate dal macrocosmo, riflettono questo disordine e la mancanza di armonia. Equilibrando le proprie energie interne e applicando le leggi naturali scoperte attraverso la pratica del TCC nella vita quotidiana, il risultato naturale sarà una risposta armoniosa dall’universo. Quando ogni parte della propria vita è un’espressione della legge naturale, spontaneamente si è in accordo con l’universo.

Integrazione mente-corpo
Attraverso la pratica costante della ginnastica dolce TCC si possono rafforzare ed integrare le funzioni mentali e quelle fisiche. In genere le persone o si occupano di attività mentali e ignorano totalmente il loro corpo, o sono impegnati in attività fisica ma la loro mente vaga e non hanno una consapevolezza di che cosa fa il corpo, in questo modo esse creano una divisione tra corpo e mente, che invece, essenzialmente costituiscono un sistema inseparabile.

La coscienza influenza direttamente il flusso di energia e lo stato generale di questa energia. Dal momento che si crea questa divisione il corpo e la mente non funzionano più come una unità e ciò fortemente impedisce la capacità di realizzare le proprie piene potenzialità. Le sinapsi dei nervi si atrofizzano perché non vengono stimolate e vaste zone del cervello giacciano dormienti. Gli input dell’ambiente esterno vengono trasmessi al cervello o in modo impreciso o incompleto, e questo a sua volta risponde con messaggi errati. Il risultato di tutto ciò è che il sistema nervoso non si sviluppa mai completamente e la consapevolezza della realtà, sia esterna che interna, viene in gran parte distorta.

Alcune persone all’inizio trovano che i movimenti del TCC sono difficili da imitare perché non sono capaci di combinare l’interno con l’esterno – il che vale a dire che non riescono a combinare l’energia sottile della loro mente e dello spirito con l’energia più grossolana del loro corpo. Il TCC non serve solo a raggiungere un certo livello di controllo sui movimenti esterni e una sviluppata capacità fisica, come negli sport o nella danza, ma per farlo bene occorre che quando si muove il corpo anche il «chi» e lo spirito si muovano.

Per raggiungere tutto questo si procede in questo modo: prima di iniziare a muoversi si svuota la mente di tutti i pensieri estranei e solo quando la mente sia calma e libera si può centrarla e dirigerla a volontà. I movimenti, vanno fatti con molta lentezza, questo permette alla mente di applicarsi ad ogni dettaglio del movimento del corpo. La forza fisica non viene mai impiegata per muovere il corpo; la potenza del respiro si accorda all’energia sottile per dare moto al corpo. Quando la mente segue ogni dettaglio dell’attività del corpo lo stato della propria energia fisica viene influenzato, l’energia si trasforma da uno stato distinto ed individualizzato ad uno stato non diversificato, vaporizzato, elettrificato.

La trasformazione dell’energia fisica allo stato vaporizzato ed elettrificato è un fenomeno naturale nel corpo. Questo specifico metodo di movimento crea l’integrazione delle energie, non solo le energie interne si fondono, ma queste si integrano anche con l’energia dell’ambiente in cui si sta praticando il movimento. Armonizzando l’energia propria con i movimenti, questa non è più solo energia fisica ma essa si combina con l’energia della mente e dello spirito fondendosi in un’unità integrale. Per questo si dice che il movimento del TCC riunisce tutti gli aspetti del proprio essere in un’unità indivisa.

Movimenti dolci, ritmici, naturali
Il TCC allena il corpo e la mente intensamente consentendogli di agire come un’unità anziché divisi. Quando nelle arti marziali ci si difende, per esempio, un piccolo errore o un’incapacità dovuta al temperamento o all’atteggiamento porterà la sconfitta. Il TCC allena la persona ad essere calma, ad avere auto-controllo e ad integrare queste qualità con le tecniche interne del combattimento. La capacità di raggiungere questa integrazione è benefica per chiunque pratichi il Kung Fu, il pugilato, il Karate, o qualsiasi altra arte marziale. Con il TCC un combattente professionista può imparare molto sull’equilibrio ed il controllo nel combattimento, e anche se la persona che pratica TCC non ha avuto nessun allenamento particolare nella difesa personale spontaneamente sarà preparata a difendersi. Il TCC praticato quale arte marziale si basa sulla proiezione del «chi» verso l’avversario e non su una serie di tecniche di combattimento.

Sviluppo della personalità
Niente nel mondo ha più valore che una personalità stabile, piacevole, simpatica. Nonostante ci siano tantissime tecniche diverse che provano a migliorare la personalità, raramente ci si rende conto che la personalità è nella sua essenza un’espressione dell’energia incorporata da un individuo. Le moderne tecniche psicologiche provano a lavorare sulla mente con mezzi quali il pensiero positivo o altri vari metodi di controllo della mente, ma qualsiasi tecnica che è rivolta solo alla mente lavora solo con la forma e ignora la sostanza.

Quando, per esempio, viene data enfasi al «pensiero positivo» si possono incontrare due problemi: il primo è che il pensiero positivo può trattenere un individuo nel regno dei sogni impedendogli di affrontare la realtà della vita, l’altro è che l’eccessiva positività negando la potenzialità della polarità opposta mette l’individuo in difficoltà perché incoraggia la rigidità mentale.

La chiave per coltivare una personalità equilibrata è di armonizzare gli elementi yin e yang, poiché la personalità è l’espressione dell’energia di una persona, ne consegue che se l’energia di una persona è rozza, e cioè non raffinata e non equilibrata, la sua personalità esprimerà le stesse qualità. Il modo per migliorare la personalità è quindi trasformare la qualità della propria energia, «raffinando ciò che è grezzo», e pareggiando gli squilibri.

Imparando il TCC, una persona può realmente superare tutti i difetti della personalità che sono dovuti a mancanze o a disequilibri energetiche. Il TCC riesce a raggiungere questa meta senza bisogno di nessun dogma or credenza per controllare o tenere le persone. Il TCC migliora la personalità raffinando ed armonizzando le energie yin e yang dell’individuo, che porta un temperamento equilibrato ed un’indole calma. Queste qualità permettono alla persona di rimanere tranquilla, equilibrata e pronta anche attraversando situazioni difficili. Essere eccessivamente negativi è una forma di pazzia ma anche essere eccessivamente positivi è una forma di pazzia. Il mezzo per evitare la dualità della mente è l’integrazione di tutti gli elementi e le funzioni mentali. Quando si è raggiunto l’armonia mentale tutto il proprio essere si trova in uno stato di consonanza.

La coltivazione del sé
Il primo passo della coltivazione spirituale è sviluppare la consapevolezza dell’esistenza del «chi». Normalmente il sistema nervoso delle persone non è sufficientemente sensibile per sentire il «chi» che è dentro il corpo o fuori di esso. L’energia dentro il corpo umano esiste in quattro stati e cambia costantemente da uno all’altro. I quattro stati sono: solido, come nelle ossa e i tessuti, liquido, come il sangue, la linfa, il sudore, le lacrimi, ecc., vaporizzato o gassosa, e lo stato elettrico, che solitamente è presente nella sessualità. Tutti e quattro questi stati hanno delle manifestazioni sane oppure malsane.

Quando tutti questi stati si evolvono e si armonizzano in una manifestazione di energia integrata e non differenziata, questa viene chiamata «chi» dagli antichi realizzati. Il «chi» è invisibile, ma attraverso il fenomeno della vita e della morte, il suo andare e venire può essere osservato. Con la pratica del TCC un individuo può sviluppare la sua sensibilità a tale livello che può sentire e controllare l’energia dentro il sistema dei meridiani nel corpo.

Il processo spirituale essenzialmente è un processo per raffinare la propria energia affinché essa giunga a stati sempre più sottili. Il TCC funziona come un metodo attraverso il quale questo raffinamento può essere compiuto per attualizzare la spiritualizzazione del proprio essere. I Maestri Taoisti o gli antichi realizzati dell’antichità hanno tramandato che ci sono tre stadi compresi nel processo della spiritualizzazione. Il primo è il raffinamento dell’essenza fisica o dell’energia sessuale in energia mentale. Il secondo è il raffinamento dell’energia mentale in energia spirituale. Il terzo è il raffinamento dell’energia spirituale per unirsi con l’Origine Sottile dell’Universo (Tao) e questo costituisce la nascita di un individuo nel Regno Immortale. Il TCC è un approccio pratico per raggiungere questa meta.


La Pratica
I requisiti fondamentali per la pratica del TCC sono la calma, la concentrazione, la distensione, la gradualità, l’equilibrio, la simmetria, la mente vuota, la naturalezza, il ritmo e la morbidezza. I seguenti testi tratti dai classici di TCC illuminano la pratica di quest’arte.

Il Testo seguente è stato adattato dal «Trattato sul T’ai Chi Chuan», attribuito a Wang, Chung-Yueh l’allievo più avanzato del Maestro Chang Sang Feng
T’ai Chi, la forma primordiale, sorge dal Wu Chi, l’Unità Indivisa. È l’origine del movimento e del fermo ed è la madre dello yin e dello yang. Nel movimento genera e nel fermo ritorna. Né eccedere né mancare, il TCC si muove nel piegare e nell’allungare. Quando si cede ad una forza dura, questo si chiama «spostandosi attorno ad essa». Quando si butta giù con una forza dura, questo si chiama «attaccarsi ad esso».

Quando il movimento dell’altro viene velocemente, rispondi velocemente. Quando il movimento dell’altro viene lentamente, segui lentamente. Nella miriade di situazioni cangianti, il principio è lo stesso. Dalla familiarità con l’esercizio viene una graduale realizzazione e comprensione dell’energia. Dalla comprensione dell’energia viene l’illuminazione spirituale. Ma solo dopo una lunga e diligente pratica si raggiungerà una improvvisa «vista chiara».

Vuoto e vigile, fermo e tranquillo. Il respiro sprofonda nel tan-tien basso. Non inclinato, non pendente. Improvvisamente nascondendo, improvvisamente manifestando. Quando un peso importuna la mia sinistra, la mia sinistra è vuota. Quando un peso importuna la mia destra, la mia destra sparisce.

Guardando in su, l’altro sente la mia altezza. Guardando in giù, l’altro sente la mia profondità. Avanzando, egli sente la distanza allungarsi. Ritirandosi, egli si sente più schiacciato. Un piccolo uccello non può prendere volo, perché non c’è nessuna parte solida dalla quale può ascendere. Nemmeno si può posare una singola mosca. L’avversario non sa dove l’energia cambia dentro di me, ma solo io so dove la forza dell’avversario si trova.

Quando i grandi eroi sono senza pari ciò è a causa di tutti questi fattori. Ci sono tante altre tecniche di combattimento. Nonostante la loro diversità, tutte senz’altro sono soggette al forte che sovrasta il debole, e il lento che cede al veloce. Comunque per quanto riguarda il forte che sovrasta il debole e il lento che cede al veloce, tali cose sono derivate dalle capacità naturali e non necessitano lo studio. Quando «quattro once spostano mille libre» palesemente non è una questione di forza. Quando un vecchio può opporsi a molti uomini giovani, questo può sorgere dalla realizzazione della velocità?

Prendi la posizione di una bilancia pronta a pesare. In azione sii come una ruota. Con il baricentro posto da un lato puoi essere fluido, se sei «due volte pesante», con il peso distribuito ugualmente su tutti e due i piedi, diventi stagnante. Spesso si incontra qualcuno che, anche dopo tanti anni di studio non ha raggiunto un giusto sviluppo e sempre viene sconfitto dagli altri, ciò accade perché egli non ha capito il difetto della «doppia pesantezza». Per evitare questo difetto si deve conoscere lo yin e lo yang. Attaccarsi è anche allontanarsi e allontanarsi è anche attaccarsi. Lo yin non parte dallo yang e lo yang non parte dallo yin. Yin e yang sono sempre complementari. È necessario Capire questo per comprendere l’energia. Quando si comprende l’energia, più che pratichi e più meravigliosa sarà il tuo sviluppo. Lo si capisce nel silenzio e lo si vive nel sentire, finché gradualmente si può agire a volontà.

Ci sono i consigli tradizionali di negare il sé e cedere all’altro, ma tanti hanno malinteso questo e pensano che significa abbandonare ciò che è vicino e cercare ciò che è lontano. Solo un vero Maestro ha la capacità di dimostrare questo principio. Un errore di millimetri diventa un errore di migliaia di chilometri, quindi lo studente deve prestare molta attenzione a ciò che viene detto.

Il seguente brano è stato tratto dal testo: «Una discussione sulla pratica del T’ai Chi Chuan», un testo tradizionale che è stato attribuito al Maestro Chang Sang Feng che ha vissuto nel 13° secolo.
Quando uno inizia a muoversi, tutto il corpo dovrebbe essere leggero e flessibile e il movimento essere continuo. Il «chi» dovrebbe essere espanso con vitalità e con la mente tranquilla. Non permettere spazi, disparità o discontinuità. I piedi sono le radici dell’energia, che poi passa attraverso le gambe, viene comandata dalla vita, e finalmente emerge dalle dita. I piedi, le gambe e la vita devono essere coordinati così nel muoversi in avanti e indietro si ha un buon regolamentazione del tempo e dello spazio. Senza questo controllo del tempo e dello spazio in tutti i movimenti – su e giù, destra e sinistra, avanti e dietro – il corpo sarà in disordine e il difetto deve essere cercato nella vita e nelle gambe. Tutti questi principi concernano la volontà e non l’esterno.

Quando c’è il su, ci deve essere il giù; quando c’è la sinistra ci deve essere la destra. La volontà di andare su implica la volontà di andare giù. Perché se alzando una forza opposta aggiungi l’idea di spingerla giù, allora la radice dell’opposizione sarà rotta e senza dubbio potrai sovrastarla velocemente.
Il vuoto e il solido possono essere chiaramente distinti fra di loro. Ogni situazione fisica ha di natura un lato vuoto e un lato solido. Ciò è vero per ogni situazione fisica. Fa che ci sia continuità nei movimenti di tutto il corpo e che non ci sia nessuna rottura.

La mente muove il «Chi» serenamente e naturalmente, dirigendolo profondamente dentro, così può essere raccolto nelle ossa e nel midollo. Il «chi» muove tutto l’essere fluidamente e continuamente, allora la forma può facilmente seguire la mente. Se le tue energie sono pieni di vitalità, allora non ci saranno problemi con l’essere pesante e rallentato. Per raggiungere questo la spina dorsale deve essere retta come se la testa fosse sospesa. La mente e il «chi» devono muoversi con flessibilità per raggiungere fluidità e rotondità del movimento. Questo viene raggiunto con l’intercambio dello yin e dello yang.

Per concentrare l’energia si deve affondare il baricentro, mantenere scioltezza e quiete, e focalizzare l’energia in una singola direzione. Per stare in piedi si deve rimanere pronti e centrati, calmo e espanso, e così puoi proteggerti da tutti i lati. Muovi l’energia come un filo delicato di perle così che non ci sia un luogo che l’energia non raggiunga. Raffina l’essenza per diventare come l’acciaio senza imperfezioni e non ci sarà ostruzione che essa non possa distruggere.

L’apparenza è come un falco che caccia un coniglio; lo spirito, come un gatto che osserva un topo. Nel riposo sii fermo come una montagna; nel movimento sii come un fiume. Immagazzina l’energia come se tirassi un’arco. Manda l’energia come se scoccassi una freccia. Attraverso la curva cerca il dritto. Prima immagazzina poi scocca. L’energia esce dalla spina dorsale. I passi seguono cambi nella forma. Ritirarsi è scoccare. Scoccare è ritirarsi. Rompere è continuare. Avanti e dietro devono avere pieghe, nessun sentiero è dritto in ogni caso, per preparare e raccogliere l’energia. Avanzare e ritirare devono avere giri e cambiamenti.

Attraverso ciò che è molto morbido si raggiunge ciò che è molto forte. Se si può inspirare ed espirare, allora si può essere leggeri e flessibili. Il respiro va nutrito senza impedimento, non trattenerlo mai e mai forzarlo, allora non ci sarà nessun danno. L’energia deve essere piegata come un’arco e immagazzinata, e poi avrai sempre più ciò di cui hai bisogno. La mente comanda, il «chi» va avanti come uno stendardo, la vita prende il comando. Prima cerca di allungare ed espandere: dopo cerca di restringere e raccogliere; allora si ottiene sviluppo integrato.

Si dice:
Prima la mente, dopo il corpo. L’addome è rilassato, il «chi» si raccoglie nelle ossa, lo spirito è a riposo e il corpo tranquillo. In ogni momento sii totalmente conscio.

Bisogna ricordare:
Come si muove una parte, tutte le parti si muovono: se una parte è ferma tutte le parti sono ferme. Tirare e muovere, andare e venire, il «chi» va nella schiena e viene raccolto nella spina dorsale, facendo solido lo spirito e comodamente manifestando la calma all’esterno. Fai i passi come cammina un gatto. Usa forza come se tirassi la seta. In tutto il corpo concentrati sullo spirito e non sul «chi». Concentrando sul «chi» causi stagno. Essere con il «chi», o trattenendo il respiro, è essere senza forza. Essendo senza «chi», muovendo il respiro e permettendolo fluire liberamente, allora si può essere veramente forte. Il respiro è come la ruota di un carro. La vita è l’asse.
Quest’ultimo brano è stato adattato dal testo: «I principi essenziali per praticare il TCC», di W.S. Wu 1812-1880


I testi citati sopra sono stati adattati e tradotti dal “The Application and Practice of T'ai Chi Movement” Capitolo 6 del libro Tao: The Subtle Universal Law And The Integral Way Of Life di Master Ni Hua Ching, 1979, Seven Star Communications, Santa Monica, California.
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